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Psicologia

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Vygotskij L'idea centrale della prospettiva di Vygotskij è che lo sviluppo della psiche è guidato e influenzato dal contesto sociale, quindi dalla cultura del particolare luogo e momento storico in cui l'individuo si trova a vivere e che provoca quindi delle stimolazioni nel bambino, e si sviluppa tramite "strumenti" (come il linguaggio ) che l'ambiente mette a disposizione. Per Jean Piaget la pressione dell'ambiente non ha effetto sul sistema nervoso (il bambino impara interagendo da sé sugli oggetti) mentre per Vygotskij è l'ambiente culturale a consentire lo sviluppo cognitivo. Il salto qualitativamente superiore delle abilità cognitive avviene secondo Vygotskij tramite età stabili ed età critiche, la relazione fra queste consente lo sviluppo cognitivo. Le età stabili sono quei periodi di vita in cui i cambiamenti sono minimi ma che con l'accumularsi portano alla creazione di età critiche che consentono il passaggio allo stadio ...

Psicologia

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Sviluppo cognitivo   Quando si parla di sviluppo cognitivo si è soliti riferirsi al progressivo evolvere delle capacità intellettive che variano durante tutto l’arco della vita, mutando e perfezionandosi. Quindi, più nel dettaglio, lo sviluppo cognitivo consente di acquisire informazioni dall’ambiente per immagazzinarle, attraverso rappresentazioni mentali, che permettono di essere utilizzate in momenti successivi della propria esistenza. Le conoscenze acquisite durante l’interazione con l’ambiente esterno, sono costruite dal bambino, fin da dalla nascita, e sono arricchite con il procedere dell’età, sia quantitativamente sia qualitativamente. Esistono tappe diverse di acquisizione di capacità mentali per ogni fase di sviluppo. Si individua in questo caso un circolo che inizia e si chiude con il depotenziamento o involuzione delle capacità cognitive, che coincide con la nascita e l’invecchiamento dell’individuo, che raggiunge il picco massimo di acquisizio...

Pedagogia

 L'affermazione dell'Umanesimo   Se ricerchiamo i motivi che permisero al Tardo medioevo di trasformarsi in Umanesimo prima e poi in Rinascimento si giunge aduna conclusione: un ritorno alle origini, o meglio al valore antico e primario della Renovatio. Tra il 14^ e il 16^ secolo dilaga sempre di iù una condizione generale di disagio, che via via si estende agli stili di vita, ai modi di vivere e pensare ed anche ai rapporti con la natura e la vita sociale. Lo sviluppo accelerato delle città e il delinearsi di u capitalismo borghese contribuiscono all’affermazione di un nuovo tipo di uomo:, che è in realtà in netta distinzione con passato: egli infatti eleva la propri dignità, crede nella regione e nell’intelletto, ricerca la verità e avvertendo i limiti ella cultura ritorna al passato cercando antichi testi per renderli attivi; l’uomo borghese ama e celebra la bellezza , esalta la vita attiva e la partecipazione alla vita politica e riconosce anche l’utilità ...

Antropologia

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Levi-Strauss Il fondatore dello strutturalismo è Claude Levi-Strauss (1908 - ). È uno degli intellettuali più importanti del panorama culturale europeo del nostro tempo. Ha pubblicato diverse opere fondamentali tra le quali: “Le strutture elementari della parentela”. Levi-Strauss compie una serie di viaggi nell’Amazzonia centrale, in cui incontra e studia gli indiani nambikwara, caduceo  e bororo. Di lì nascono i suoi interessi per la parentela. Gli interrogativi fondamentali che hanno animato la sua riflessione sono: quali sono le strutture di pensiero che danno ordine al mondo? (egli si convince che vi sono delle strutture comuni a tutto il genere umano sebbene siano riempite di contenuti diversi). In che modo l’uomo riesce a controllare il caos? (l’esperienza del mondo è sempre un’esperienza caotica, di una realtà eterogenea e disordinata e l’uomo ha bisogno di ordinare questa esperienza per vivere socialmente. Il linguaggio è il primo modo per dare ord...

Antropologia

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Alfred R. Radcliffe-Brown Antropologo sociale inglese. Partendo dall'analogia tra sistema sociale e organismo biologico, propose un modello funzionalista della società mirato a spiegare le interconnessioni tra le strutture e i processi della vita sociale attraverso la classificazione delle strutture sociali, la descrizione del modo in cui esse operano e l'analisi della genesi di nuovi tipi di strutture. Secondo R.-B. la funzione di ogni attività ricorrente risiede nel contributo che essa fornisce al sistema sociale globale. Fu fortemente influenzato dalle teorie sociologiche di E. Durkheim e W. H. Rivers e sotto alcuni aspetti anche dalla psicologia di W. McDougall. Particolarmente importanti per lo sviluppo di un'antropologia scientifica sono i suoi studi metodologici, in cui è avvertibile, per l'insistenza sul ruolo del metodo induttivo, l'influenza della filosofia della scienza di W. Whewell . Contro l'approccio storico proprio degli ev...

Antropologia

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Franz Boas Un paradigma alternativo all’evoluzionismo è il particolarismo storico, che ha come suo principale rappresentante Franz Boas (1858-1942). Egli critica le teorie degli evoluzionisti, che riconosce in alcuni casi come apertamente razzisti. Critica inoltre il “metodo comparativo” e l’ idea che esistano delle “leggi universali” dello sviluppo”. Boas sottolinea l’importanza della ricerca sul campo e influenza profondamente in questo senso l’antropologia americana. Il lavoro sul campo, che mira alla comprensione di società particolari, della loro storia, dei loro tratti culturali, delle loro caratteristiche. Il particolarismo storico ha prodotto importanti e ricche descrizioni etnografiche, ma ha contribuito in misura minore allo sviluppo della teoria. Inoltre Boas privilegia, come informatori, gli specialisti e gli anziani e questo produce una visione statica delle culture.

Antropologia

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Bronislaw Malinowski   La prospettiva inaugurata da Malinowski, che si identificherà con ciò che più tardi sarà chiamato funzionalismo, risulta dalla scomparsa di ogni interesse per  la ricostruzione storica delle società del passato secondo un’evoluzione lineare  e, dall’urgenza dell’indagine sul presente a partire dalla presa in considerazione della singolarità e della specificità di ogni cultura studiata. L’idea è che uno studioso penetra in una società omogenea, preservata da ogni influenza esterna per diventare l’interprete autorizzato. Con Malinowski si assiste ad un reale sconvolgimento dello sfondo filosofico dell’antropologia. Tutti gli uomini sono uguali, ma diversi, e tutte le diversità sono uguali: potrebbe essere questo il motto di Malinowski e dei suoi discepoli. Malinowski, in effetti, pone come esigenza fondamentale dell’indagine antropologica, l’autonomia e la specificità di ogni configurazione culturale. Già Freud e la psicanalisi son...